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Quotidiani
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Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
Giornali Sportivi
L. R. Vicenza: A TEST(a) ALTA! TIFO COMPRESO!
- Dettagli
- Published on Venerdì, 21 Novembre 2025 13:49
- Scritto da Andrea Turetta
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Trento – L.R. Vicenza 1-1 (rete di Caferri), L.R. Vicenza – Giana Erminio 2-1 (Caferri – Talarico), Inter U23 – L.R. Vicenza 1-2 (Capello – Strukel), L.R. Vicenza – Renate 1-0 (Cuomo). In classifica i biancorossi guidano la graduatoria con 38 punti, davanti al Lecco (30) e all’Union Brescia (28); se non è già fuga questa, poco ci manca. Attendiamo i due prossimi scontri diretti con le più immediate inseguitrici e poi si potrà porre il punto (quasi) esclamativo.

E’ un Lanerossi che sa cosa deve fare e come seguire il percorso, preconizzato ad inizio stagione. Sia chiaro, nemmeno il Vicenza di mister Gallo è (o sarà) un rullo compressore tantoché in alcune gare, il successo è giunto col fiatone o, comunque, non senza patemi. Quello che però è indicativo del complesso berico, è lo spirito di gruppo-compatto e la capacità di lottare su ogni palla, con spirito di sacrificio e mutuo soccorso dei singoli per la squadra, fino al triplice fischio finale. Emblematiche in tal senso le due gare di Trento e Monza (contro l’Inter U23) nelle quali, pur rimanendo in inferiorità numerica per vari minuti, i biancorossi hanno saputo mantenere il pareggio (con i primi) e cogliere il successo sul finire di gara, contro i nerazzurri dell’ex mister Vecchi. Pure il sofferto successo di misura nell’ultimo match contro il Renate, è un segnale che la stagione ha preso un indirizzo ben preciso… Il fattore cambi (in panchina) poi è quello che fa la differenza rispetto alle avversarie, in quanto la rosa a disposizione del mister berico, non si limita ad undici/dodici elementi bensì poggia su almeno sedici, potremmo arrivare a più di venti, giovani compresi, senza problemi!
Stagione che va proseguendo con due/tre gare di lusso, contro Brescia e Novara fuori, Lecco tra le mura. Ovviamente ogni gara vale sempre tre punti ma è chiaro che anche l’aspetto morale avrà il suo peso per rendere i confronti allettanti al di là del semplice responso numerico. Si partirà con la sfida del “Rigamonti” (domenica 23 alle ore 14.30) contro le rondinelle dell’ex mister Diana (e gli altri ex Pasini, Di Molfetta e Maistrello) che però dovranno fare a meno degli acciaccati Sorensen, Spagnoli (che i tifosi berici ben ricordano per essere stato l’autore del pareggio-beffa col Padova) e Maistrello (menisco), pur potendo contare su “rincalzi” di peso come Cazzadori, Vido (forse disponibile ma non al meglio) e De Maria, tra gli altri. Si procederà poi al “Menti” (domenica 30 alle ore 14.30) contro il Lecco di mister Valente (e dei vari Zanellato, Voltan, Sipos, Marrone…) compagine di assoluto valore, che fin qui ha saputo reggere piuttosto bene il passo dei “Big” pur non insidiando troppo da vicino il battistrada berico. Il trittico si chiuderà con la trasferta al “Piola” di Novara (campo sintetico) di mister (altro ex berico) Zanchetta, contro un complesso in netta ripresa dopo un inizio torneo in (leggera) salita; quella piemontese è compagine che pareggia molto (ad esempio con l’Inter U23 e l’Union Brescia) vincendo poi contro il Lecco e l’Alcione di recente, per cui avversario di categoria, con obiettivo playoff, da prendere con le dovute cautele. Giusto per non… stonare.
A margine una riflessione circa la decisione prefettizia di proibire la trasferta a Brescia, per i tifosi del Lanerossi. Abbiamo atteso un po’ per capire se il T.A.R. avesse o meno accolto il ricorso fatto dai rappresentanti del tifo berico, in vista della gara contro le rondinelle. Purtroppo ad ora (siamo a venerdì!) nessuna nota degli organi competenti (e più il tempo passa più scemano le speranze…), per cui, un flash… Il problema tifo non è una novità di oggi ma esiste praticamente da sempre. Bisogna certamente distinguere il tifo, la passione, il calore, l’appartenenza ai propri colori, dalla violenza, dalla caccia al “nemico”, dalle sassaiole più o meno preordinate. Onestamente va detto, in nome della sicurezza, che rispetto al passato sono stati attuati vari accorgimenti, con filtraggi (più o meno accurati), posti a sedere numerati, limitazioni di capienza, stewart, accesso alle famiglie con particolare attenzione verso i bambini, ecc… Tutto (più o meno) bene. Si sa che alcune partite sono più “delicate” e “a rischio”, vista la spesso datata avversione tra le rispettive appartenenze, al puto che i più esagitati, si promettono botte e violenze ben prima di iniziare i confronti sul campo. D’accordo (mica tanto…).
Vien da chiedersi però se per spostare un migliaio (due se vogliamo esagerare) di tifosi sia indispensabile impedir loro di poter accompagnare i propri beniamini alla sfida di cartello, solo per paura di incidenti e, conseguente incapacità di mantenere la sicurezza? Tra l’altro, la tifoseria berica da sempre s’è contraddistinta per l’assoluta sportività e passione genuine, non certo per essere tra le più violente del panorama pallonaro! Ci si potrebbe chiedere come si faceva qualche lustro fa, a trasferire migliaia di tifosi da una città all’altra, senza temere chissà che pericoli? Chi scrive ricorda benissimo un “Menti” strapieno (non di rado esaurito da oltre 30 mila spettatori) con tifoserie ospiti (e non certo gemellate, come quelle di Brescia, Bergamo o Verona, per citarne alcune) assiepate in 5/6 mila senza problemi (e al tempo i biglietti s’acquistavano anche all’ultimo minuto nelle biglietterie esterne dello stadio, dove non era raro incrociare supporter della squadra altrui. Che forse allora tutti fossero più ligi e buoni? Più appassionati e sportivi? No di certo! Al tempo le tifoserie più esagitate venivano scortate dalle forze di polizia (anche dentro lo stadio) e non di rado, fino al casello, se non pure oltre confine… Per cui è una questione di organizzazione (da parte degli organi preposti alla sicurezza) e uomini (polizia) da un lato, dall’altro, di buon senso tra le opposte tifoserie, dove un conto è limitarsi ad una sfida sportivo-passionale (con tanto di sfottò) ricca di calore e colore, ben altro preparare agguati o procurare incidenti (e ferimenti) che nulla avrebbero a che spartire con lo sport e la sua essenza, che significa semplicemente confrontarsi lealmente in una gara, dove alla fine ci può essere un vincitore ed uno sconfitto (sul campo) ma pure un doppio vincitore, sugli spalti (e fuori). Detto ciò, proprio in chiusura dell’articolo, ci giunge nota che il ricorso del CCCB berico è stato accolto dal TAR Lombardia Brescia, ritenendo non attuale o comunque incerta “la consolidata e persistente rivalità tra le due tifoserie” e infondata l’esclusione della vendita dei biglietti della fidelity card. Per cui verrà aperta la vendita dei biglietti per il settore ospiti.
Bene così. Come si vede, è solo questione di buona organizzazione. E buon senso. Ora la parola al campo. E alle opposte tifoserie che, chissà, potrebbero anche iniziare a rispettarsi e, magari, volersi pur bene. Misteri dello sport. E della vita!
di Luca Turetta

