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Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
Giornali Sportivi
L. R. VICENZA: FINALE di… MARMO. E’ ANCORA C!
- Dettagli
- Published on Martedì, 11 Giugno 2024 09:24
- Scritto da Andrea Turetta
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I segnali negativi c’erano stati già in quel di Avellino (da dove s’era usciti indenni grazie a una non indifferente dose di buona sorte) ma dell’esito del doppio confronto con la Carrarese, non si può recriminare più di tanto o, meglio, solo sul pareggio conseguito nel match d’andata (che si doveva vincere per poter sperare). Al ritorno, è bastata un’inzuccata altrui (su “svista” propria), nelle battute iniziali del confronto di Carrara, per mettere nella cassaforte toscana, l’esito della sfida. Troppo poco per poter recriminare, purtroppo! Determinanti se non peggio, decisivi, si sono rivelati gli infortuni gravi che hanno messo fuori gioco, in rapida successione, i perni della squadra biancorossa come Ronaldo e Ferrari (distorsione con rottura del crociato anteriore del ginocchio, per entrambi) in primis ma pure Tronchin, Rossi e Cuomo (che vanno ad aggiungersi a quelle di lungo corso, di Rolfini e Cavion) senza contare le condizioni non certo perfette (al più causa affaticamenti) di alcuni, come Laezza, Della Morte e Greco; infortuni che, uniti alle defezioni per squalifica di capitan Golemic (la più grave e, probabilmente, decisiva) e Proia, hanno praticamente deciso l’esito della finale, in maniera fatale ancorché… marmorea!

Chiaro che non si può concedere praticamente mezza rosa all’avversario (peraltro, tosto e che, va detto per obiettività di cronaca, non ha rubato nulla) in una gara decisiva e, per giunta, da disputarsi in campo altrui! Possiamo dire che la finale è sfuggita di mano quando nel match d’andata sono venuti a mancare due/tre perni della squadra di mister Vecchi, ossia Golemic per doppia squalifica (dal match contro l’Avellino), Ronaldo e Ferrari (a Carrara ha giocato per necessità con la forza della volontà ma non certo dello stato fisico), cui sono andate poi a sommarsi le varie assenze di cui sopra… Il calcio è questo, ahinoi!
Ché poi se si pensa al cammino esaltante reso dai berici nel nuovo corso targato Stefano Vecchi, tra campionato e playoff, si comprende bene come possa non mancare decisamente, l’amarezza finale, per un risultato (promozione) che pareva essere ormai alla portata. Pareva appunto, perché poi come detto, il mix di squalifiche e infortuni uniti al comprensibile calo (fisiologico) di condizione di alcuni elementi (sia a livello fisico che, non di meno, mentale) nella fase topica, si sono rivelati fattori decisivi quanto letali. Peccato! Peccato davvero! E adesso?
Adesso, superato qualche giorno per metabolizzare le inevitabili delusione, rabbia e dolore (sportivi, per carità!) sarà fondamentale ripartire ben carichi, con le idee chiare e intenti assolutamente lampanti, sia per un discorso di blasone (relativo ma importante) che per rendere omaggio a chi ha onorato la maglia in questa stagione (e ce ne sono!) assieme a chi ha supportato fino all’ultimo (i tifosi) con calore e pluriennale affetto, l’avventura biancorossa. Avventura che dovrà proseguire con programmi chiari, a partire dalla rinnovata esperienza dei Rosso (vero?), per proseguire con la direzione, il mister, i giocatori (che salvo varianti legate a prestiti o scadenze di contratti, magari onerosi) dovranno riprovarci con maggior decisione, fin dal primo giorno di ritiro, puntando all’affermazione finale cui tutti tengono ma, questa volta, cercando di evitare i… tempi supplementari di un torneo pur sempre lungo e ricco d’insidie! Per adesso un grande GRAZIE va reso a tutto l’ambiente berico (con i tifosi sugli scudi) per la stagione appena archiviata, tutto sommato con onore e dedizione massimi! Bisogna farsi passare l’amarezza e delusione in fretta, per poter ricaricare il “motore” e potersi presentare pronti e determinati al prossimo appuntamento che conta. Un arrivederci alla prossima stagione. Ovviamente quanto totalmente, felina!
di Luca Turetta

