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L. R. Vicenza: A FONDO SENZA IDEE, CUORE, DIGNITA’ E RISPETTO! VERGOGNA!
- Dettagli
- Published on Giovedì, 29 Maggio 2025 14:17
- Scritto da Andrea Turetta
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Che figuraccia! Il Lanerossi esce mestamente in semifinale playoff ad opera della Ternana (0-0 al “Menti”, 3-1 al “Liberati) senza lasciare alcun minimo segnale di vita. Dopo aver superato l’ostacolo Crotone senza troppa fatica, impattato sul pari (salomonico e senza grandi recriminazioni) nel match d’andata con gli umbri a Terni è andata di scena la faccia peggiore della medaglia biancorossa, in formato esterno che già nell’annata “regolare” aveva lasciato non poche prestazioni a dir poco, anonime, se non peggio, inguardabili. Nel bell’impianto del “Liberati” (al cospetto di 862 prodi fans berici al seguito) la squadra è apparsa lenta, appesantita, priva di grinta agonistica e lucidità mentale, incapace di aggredire l’avversario in fase di contenimento e, nel contempo, di colpirlo di rimessa in quella propositiva. Non c’è reparto che si sia salvato dalla débacle (disfatta), per non parlare dei singoli, tra i quali il solo Laezza (che è tutto dire) s’è un minimo distinto, per aver prima sfiorato e poi realizzato, la rete della bandiera (dopo ad aver respinto un pallone avverso sulla linea di porta). Impossibile trovare la “scialuppa” per qualche altro singolo elemento, compresi i “senatori” che sono apparsi più spaesati delle “nuove leve”.

Purtroppo questa squadra s’è dimostrata vuota, sfinita, confusa, senza nerbo né personalità, proprio nel momento in cui doveva tirare fuori tutto il carattere, la grinta, la determinazione, se voleva davvero giungere al traguardo finale con dignità. Così non è stato e, purtroppo, anche mister Vecchi non può esimersi da colpe che, evidentemente, lo pongono a correo del lugubre epilogo. In troppe occasioni (esterne al più) pure lui non ha saputo “leggere le partite”, trasmettendo cioè la giusta carica, convinzione, chiarezza tattica, ai giocatori, tra i quali, va detto, quasi nessuno per caratteristiche tecniche, era in grado di saltare l’uomo o puntare con efficacia, l’avversario (e qui subentra il responsabile di mercato). Quasi mai s’è potuto ammirare un Vicenza maramaldo, che surclassasse l’avversario, che recuperasse uno svantaggio (che ci può sempre stare), troppe le occasioni che hanno visto prevalere i berici con affanno o col minimo scarto. Alla fine, tutto torna e, dopo i regali fatti al Padova (sia all’andata che al ritorno) nonché le figuracce di Verona con la Virtus e di Trento, era chiaro che nei playoff ci sarebbe voluta una netta inversione di tendenza, una totale metamorfosi (mentale prima che tecnico-tattica) che, ahinoi, non s’è potuta percepire. Evidentemente, come s’era già intuito dalle prime gare, il Lane era in difetto di personalità, con troppi piccoli leader ma senza un vero asse portante che sapesse prendere per mano i compagni. Il risultato finale ne è l’impietosa conseguenza. E non è la prima volta! E adesso?
Chiaro che, dopo l’auspicabile autocritica (possibilmente con annessa vergogna) ora s’aprirà la fase delle riflessioni, dei confronti, delle scelte. E delle rivoluzioni! Quasi scontato infatti (questione di giorni se non di ore) l’addio di mister Vecchi (ma dopo la figuraccia Rolfini, le sirene interiste potevano anche attendere prima di “(ri)chiamarlo”. O no?) unitamente a quello del d.s. Mateassi; da valutare la posizione del d.g. Seeber e, nondimeno, dei vari giocatori che dovranno rientrare dai prestiti, andare in scadenza di contratto o scegliere altri lidi (e categorie). Su tutto, ovviamente, da capire cosa deciderà di fare la proprietà Rosso, se proseguire nel suo cammino? Se sì, con quali prospettive e stimoli? Chiaro che tutto (ri)partirà da lì. Il guaio è che dopo sette anni siamo ancora al punto di partenza, ossia in C e non certo in A. Quale sarà la prossima scommessa?
Prima di chiudere, un doveroso ringraziamento a chi da sempre sta tenendo in vita il grande blasone biancorosso, con passione e dignità, sia in casa che fuori, sia nei momenti belli che in quelli peggiori, ossia il magnifico e sempre caloroso pubblico di fede biancorossa, in una parola semplicemente STRAORDINARIO! Quello è un caposaldo da cui ripartire, ricordandosi che esso è già promosso in A da un pezzo, sono le altre componenti del mosaico berico che dovrebbero abbracciarlo con i fatti e non più a parole… Per cui, a chiosare, un semplice grido (ad oggi di rabbia e dolore ma un futuro prossimo, sperando diventi di piena gioia e… liberazione):
FORZA LANE SEMPRE!
di Luca Turetta

