Riviste
-
Milan e Juventus, vittorie a braccetto: Amorim e Spalletti fuori dalla trappola della crisi
Milan e Juventus, vittorie a braccetto: Amorim e Spalletti fuori dalla trappola della crisi
A Udine e Lecce le due big in difficoltà si riscattano: ora la classifica fa meno paura. Non c'è tempo[…]
Source: Panorama
-
Austin: vince Kimi e vede il mondiale. Festa italiana con Leclerc secondo
Austin: vince Kimi e vede il mondiale. Festa italiana con Leclerc secondo
Nona vittoria della stagione per Antonelli, ormai a un passo dal titolo piloti di Formula 1: domenica prossima in Messico[…]
Source: Panorama
-
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"L'attore romano torna al cinema con la commedia "Che vuoi che[…]
Source: Gazzetta.it
-
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato""Voglio bene a Michael - spiega l'attore su Facebook - ma l'ultima volta[…]
Source: Gazzetta.it
Quotidiani
-
“Non chiamerò la scuola per farti concedere il permesso di truccarti, non aggirerai le regole”: il “no” di Victoria Beckham alla figlia Harper
“Non chiamerò la scuola per farti concedere il permesso di truccarti, non aggirerai le regole”: il “no” di Victoria Beckham alla figlia Harper
Neppure avere come madre una delle donne più influenti del fashion e del beauty system garantisce un lasciapassare contro le[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
-
Antonello Venditti operato in un ospedale romano: “Sta bene”. Ma sulla natura dell’intervento nessuna parola
Antonello Venditti operato in un ospedale romano: “Sta bene”. Ma sulla natura dell’intervento nessuna parola
Silenzio sui social, nessun video dalla stanza d’ospedale, nessun selfie con la cuffietta. Questa volta Antonello Venditti ha scelto un’altra[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
-
L’auto si scontra con un tir, morti quattro contadini: stavano andando a lavorare nei campi
L’auto si scontra con un tir, morti quattro contadini: stavano andando a lavorare nei campi
L’incidente è avvenuto nella strada che collega Naro con Campobello di Licata, nell’Agrigentino
Source: Repubblica.it
-
Social, piazze e tv: come è nata la rimonta impossibile di Lula in Brasile
Social, piazze e tv: come è nata la rimonta impossibile di Lula in Brasile
Il presidente rieletto da decenni mostra abilità non comuni in campagna elettorale, soprattutto quando scende in piazza, a combattere “voto[…]
Source: Repubblica.it
-
I fan di Lara Croft celebrano i suoi 30 anni nella città "natale"
I fan di Lara Croft celebrano i suoi 30 anni nella città "natale"
A Derby, in Inghilterra, una giornata al Market Hall per l'eroina dei videogiochi Tomb Raider
Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
Giornali Sportivi
Maria Catrambone Raso e Salvatore Bandinu - Ci vediamo più tardi - Storia di Michele ucciso dal bullismo
- Dettagli
- Published on Domenica, 25 Ottobre 2026 16:09
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 34
Una lettera consegnata ai compagni di classe poco prima di gettarsi da un ponte spalanca le porte ad una verità inaccettabile: non sono solo i bulli gli unici responsabili di questa terribile tragedia che è generata da una lunga catena di profonde e continue irresponsabilità. Quasi sempre del fenomeno bullismo si intercetta esclusivamente la punta poiché, come un iceberg, quasi mai lo stesso viene percepito nella sua profonda e articolata complessità. Michele ha 17 anni quando il pomeriggio del 23 febbraio 2018 decide di togliersi la vita. Con il preciso intento di trasformare il lacerante dolore in preziosa occasione educativa e formativa, il libro si rivolge ai docenti, ai genitori, agli operatori sociali e a tutti coloro che – a vario titolo – hanno a che fare con l’età evolutiva. Ripercorrendo la vita di Michele, tappa dopo tappa, questo libro racconta tutta la parte sommersa del problema toccando temi scomodi ma fondamentali come omertà, negazione, complicità, autolesionismo, ideazione suicidaria e istigazione al suicidio, passando per tutte quelle forme di disimpegno morale ed educativo capaci di spingere un ragazzo pieno di vita a realizzare un gesto così apparentemente inspiegabile. Il testo è impreziosito da un approfondimento indispensabile per aiutare a intercettare il malessere e riconoscere gli indicatori e i segnali dell’imminente tragedia prima che sia troppo tardi. Un libro che funge da manuale operativo e da monito affinché tragedie evitabili come questa non accadano mai più.
Ci vediamo più tardi. Storia di Michele ucciso dal bullismo si configura come un’opera straziante e necessaria, scaturita dalla tragica vicenda di Michele, un adolescente di diciassette anni che il 23 febbraio 2018 pose fine alla propria esistenza. Il volume trascende la mera cronaca di un lutto privato, ambendo a mutare tale sofferenza in un prezioso momento di introspezione, prevenzione e impegno collettivo.
Il punto d’innesco risiede in un messaggio scritto lasciato da Michele ai compagni di scuola poco prima dell’epilogo fatale. Quel gesto svela in modo brutale una realtà scomoda: dietro un dramma di tale portata non vi sono unicamente le angherie dei persecutori, bensì una fitta trama di reticenze, silenzi colpevoli, rimozioni e doveri disattesi. Il fenomeno delle vessazioni, infatti, viene sovente analizzato solo nella sua manifestazione esteriore, mentre restano nell'ombra le radici profonde che lo alimentano e lo rendono possibile.
Gli autori ripercorrono l’esistenza di Michele passo dopo passo, nel tentativo di decifrare ciò che possa aver spinto un ragazzo pieno di vitalità verso una determinazione tanto estrema. L’opera affronta argomenti complessi e troppo spesso taciuti: l'omertà, la connivenza, la sottovalutazione dei campanelli d'allarme, l’autolesionismo, i pensieri suicidari e l’istigazione al gesto estremo. Non si tratta soltanto di individuare i colpevoli materiali, ma di mettere in discussione la condotta di chi intuisce o sospetta eppure decide di non agire.
Uno dei tratti più rilevanti del saggio è proprio l’attenzione riservata alle responsabilità del mondo adulto. Famiglie, istituti scolastici, autorità e collettività intera vengono chiamate a esaminare il proprio operato. La prepotenza non sorge dal nulla e non può essere contrastata esclusivamente quando deflagra in conseguenze irrimediabili. Per tale ragione diviene imperativo imparare ad ascoltare, scrutare le mutazioni comportamentali dei giovani e accogliere con la massima serietà ogni indizio di malessere.
Ci vediamo più tardi non rappresenta soltanto il memoriale di una scomparsa, ma costituisce altresì un appello a cogliere la labirintica complessità del dolore giovanile. Di sovente i ragazzi non riescono a verbalizzare le proprie angosce in modo esplicito; il disagio può estrinsecarsi attraverso l'isolamento, l'aggressività, il calo del rendimento scolastico, la lesione di sé o improvvise alterazioni nei rapporti interpersonali. Il testo rimarca l’importanza di intercettare tali indicatori prima che la crisi divenga irreversibile.
Il libro riveste inoltre una spiccata valenza formativa, rivolgendosi a insegnanti, genitori, operatori sociali e a chiunque operi a contatto con l'età evolutiva. La sezione di approfondimento mette a disposizione attrezzi concettuali utili per individuare i fattori di rischio e per comprendere le modalità d'intervento. Sotto questo profilo, l’opera assume i contorni di una guida pratica, senza tuttavia smarrire la propria intima vocazione umana e testimoniale.
Il registro espressivo si rivela schietto e coinvolgente. La narrazione rifugge ogni spettacolarizzazione della vicenda di Michele, preferendo restituirle dignità e senso profondo. La sua storia viene presentata come una ferita ancora sanguinante e al contempo come un monito: l'accaduto non va considerato come un destino ineluttabile. Al contrario, deve stimolare la società a interrogarsi sui propri silenzi e sulle proprie omissioni.
Il titolo stesso, Ci vediamo più tardi, acquisisce un significato lacerante. Quella locuzione evoca la banalità di un saluto ordinario ma, alla luce degli eventi, si trasforma nell'emblema di un'attesa spezzata e di un'assenza definitiva. Si tratta di un'intitolazione sobria, eppure capace di marcare l'abisso tra la routine quotidiana di un giovane e la catastrofe silenziosa che si stava consumando nel suo animo.
Ci vediamo più tardi si conferma un testo arduo da affrontare, ma inevitabile. L'opera si astiene dal fornire risposte semplicistiche e impedisce di addossare la colpa a un singolo individuo o a una sola fazione. La sua vera forza risiede nell'evidenziare il bullismo come una dinamica articolata, alimentata anche dall'apatia, dal timore, dalla rimozione e dal fallimento morale ed educativo.
Gli Autori:
Maria Catrambone Raso, mamma di Michele Ruffino e presidente dell’ODV Miky Boys nata per fare prevenzione nelle scuole in memoria del figlio. Dal 23 febbraio del 2018 (data della morte di Michele) continua a lottare per veder riconosciuto il reato di istigazione al suicidio.
Salvatore Bandinu dal 1995 lavora in servizi educativi territoriali. Tra le altre pubblicazioni, nel 2018 ha scritto il libro-progetto La scuola debullizzata che porta avanti in diverse scuole del territorio sotto forma di percorsi di educazione alla salute e prevenzione del bullismo e del cyberbullismo.
Ha curato gli approfondimenti:
Maria Grazia Cilio, psicologa, psicoterapeuta e, dal 2017, giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Cagliari e docente a contratto di Psicologia dell’educazione presso l’Università di Cagliari.

Maria Catrambone Raso, Salvatore Bandinu
Ci vediamo più tardi
Storia di Michele ucciso dal bullismo
Contributi: Maria Grazia Cilio, Matteo Maria Zuppi
FrancoAngeli
Collana: Self-help
Argomenti: Bullismo
Livello: Guide di autoformazione e autoaiuto
Pagine: 208
ISBN: 9788835194736
Edizione: 1a edizione 2026
Codice editore: 1411.116
Euro 27,00
Per ulteriori info:

