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Source: Panorama
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Quotidiani
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Intervista al giocatore tedesco, fresco vincitore degli Us Open, a Londra per la Laver Cup
Source: Repubblica.it
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“Vladimir Putin deve essere fermato. Non sa vivere senza un conflitto e non si accontenterà”. È l’appello che Volodymyr Zelensky[…]
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Source: Il Fatto Quotidiano
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Europei volley, incredibile Italia, in vantaggio al tie-break va fuori con la Finlandia
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A Torino gli azzurri di De Giorgi eliminati 3-2 (21-25, 28-26, 25-16, 20-25, 15-13) dai nordici che vanno alle semifinali[…]
Source: Repubblica.it
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Magrezza estrema e sessualizzazione, dove l'Intelligenza Artificiale sta facendo danni
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Anche se consapevoli che sono immagini fake hanno effetti su percezione corporea e salute mentale
Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
Giornali Sportivi
Fabio Cintioli - Disordine globale e nuova costituzione economica
- Dettagli
- Published on Mercoledì, 23 Settembre 2026 09:55
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 38
L’economia internazionale è diventata un campo di battaglia. Mentre nel disordine globale si stanno ridefinendo le sfere di influenza, la tensione geoeconomica trasforma l’impresa in strumento dei conflitti. Il mondo contemporaneo ne è scosso in un susseguirsi di eventi che hanno mutato lo scenario delle relazioni tra Stati e hanno modificato e, soprattutto, promettono di modificare nell’immediato futuro le nostre vite: dallo shock pandemico ai dazi imposti dagli Stati Uniti sino alle sfide sovrane sull’IA. Coinvolta nel caos, l’Europa deve trovare la capacità di reagire: saper conservare i suoi valori e la fiducia nel libero mercato senza però restare soccombente. La costituzione economica neoliberista infatti è entrata definitivamente in crisi e diventa urgente riflettere sugli equilibri tra politica, sicurezza e concorrenza e sul futuro dell’antitrust.
In Disordine globale e nuova costituzione economica, Fabio Cintioli esamina le profonde trasformazioni che stanno attraversando l’assetto finanziario internazionale e la rete delle relazioni tra Paesi. Il saggio parte da un dato ormai indiscutibile: il mercato planetario non è più un mero teatro di scambi e reciprocità, ma si è tramutato in un’arena di scontro strategico, rivalità politica e contesa geoeconomica.
L’autore rileva come, nella nuova instabilità internazionale, le imprese si trovino sempre più impigliate nelle tensioni tra potenze. Il tessuto produttivo, le innovazioni, i canali di approvvigionamento e i dispositivi finanziari non costituiscono più fattori neutrali, scissi dalla sfera pubblica e dalla difesa nazionale. Al contrario, si convertono in leve di pressione, strumenti di tutela o tattiche d’attacco entro una competizione globale che ridisegna di continuo le aree d’influenza.
Tra i principali pregi dell'opera spicca la capacità di raccordare eventi eterogenei e solo apparentemente slegati: la scossa impressa dalla pandemia, i dazi promossi dagli Stati Uniti, la vulnerabilità delle catene di valore, il rilancio dei piani industriali nazionali e le incognite legate alla sovranità tecnologica e all’intelligenza artificiale. Tali dinamiche vengono interpretate come tessere di un medesimo mosaico, in cui gli assetti economici e le geometrie geopolitiche si condizionano a vicenda.
Cintioli chiarisce così che il paradigma della globalizzazione liberale, incardinato su mercati aperti, libera concorrenza e progressiva integrazione sovrannazionale, è giunto ad un punto di svolta. Non assistiamo necessariamente al tramonto degli scambi o del commercio estero, quanto piuttosto al superamento del dogma secondo cui l’economia avrebbe potuto prosperare al riparo dai rapporti di forza tra le nazioni.
Il fulcro dell'opera risiede nella disamina della cosiddetta “costituzione economica neoliberista”. L’autore vaglia criticamente le norme che per decenni hanno disciplinato il legame tra decisione politica e mercato, mettendo in luce l'urgenza di ridefinire le prerogative dello Stato, gli interventi di politica industriale e i presidi di salvaguardia economica. In questo contesto, la sovranità non coincide più soltanto con il presidio territoriale o la forza bellica, ma si estende al controllo di tecnologie chiave, fonti energetiche, infrastrutture digitali e filiere di approvvigionamento vitali.
Uno sguardo primario è rivolto al ruolo del continente europeo. L’Unione europea si trova di fronte a un nodo complesso: preservare i valori del libero scambio e della concorrenza senza esporsi alle scorribande di attori terzi. Da un lato, l’Europa non può abdicare ai principi di apertura, cooperazione e rispetto delle regole; dall’altro, non può chiudere gli occhi di fronte a potenze che impiegano la leva finanziaria in chiave tattica e subordinata alla propria sicurezza nazionale.
Lo scritto evidenzia pertanto un dilemma di difficile risoluzione. L’Europa deve blindare la propria autonomia strategica senza arroccarsi nel protezionismo; deve valorizzare il proprio tessuto aziendale senza distorcere il mercato; deve tutelare la concorrenza, ma anche evitare che i propri principi normativi vengano imbrigliati a danno degli interessi della comunità.
In questo scenario assume valore determinante il ruolo dell’antitrust. Storicamente votato alla garanzia del mercato e alla difesa del consumatore, il diritto della concorrenza deve oggi misurarsi con variabili inedite: la tutela nazionale, la tenuta delle filiere, lo strapotere dei colossi digitali e la governance delle tecnologie critiche. L'interrogativo di fondo è se i parametri tradizionali della concorrenza siano ancora idonei a regolare contesti dominati da enormi concentrazioni di potere e da un’aspra contesa tra Stati.
Cintioli evita formule sbrigative. Il suo percorso conoscitivo sollecita piuttosto a riconfigurare il punto di equilibrio tra sfera politica, sicurezza e mercato, rendendo manifesto che nessuno di questi ambiti può essere gestito in modo isolato. Antitrust, strategie industriali e regolamentazione degli scambi devono convergere in una visione d'insieme, capace di coniugare l'efficienza economica con la tutela degli interessi strategici.
L’Autore:
Fabio Cintioli è un giurista. Professore di diritto amministrativo presso l’Università degli Studi internazionali di Roma, avvocato amministrativista, fondatore di Cintioli & Associati Avvocati ed esperto di appalti pubblici, è stato magistrato, consigliere di Stato, consigliere giuridico del Presidente del Senato e Segretario generale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Tra i suoi libri si ricordano Giudice amministrativo, tecnica e mercato, 2004, Potere regolamentare e sindacato giurisdizionale, 2007, Concorrenza, istituzioni e servizio pubblico, 2010, e Orizzonti della concorrenza in Italia, 2019.

Fabio Cintioli
Disordine globale e nuova costituzione economica
Sicurezza economica e futuro dell'antitrust
Prefazione di Giovanni Pitruzzella
Rubbettino
collana: Varia
bic: KKC
bisac: BUS069020
2026
pp 200
Italiano
Cartaceo
€19,00
Per ulteriori info:
https://www.store.rubbettinoeditore.it/catalogo/disordine-globale-e-nuova-costituzione-economica/

