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Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
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Aby Warburg - A cura di Maurizio Ghelardi, Monica Centanni - Atlante delle immagini
- Dettagli
- Published on Sabato, 24 Ottobre 2026 17:27
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 39
Ultimo e incompiuto progetto di Aby Warburg, l’Atlante delle immagini Mnemosyne è una delle opere più affascinanti del pensiero novecentesco e costituisce la sintesi delle ricerche che il grande storico della cultura aveva dedicato – attraverso saggi, conferenze e inedite riflessioni – alla tradizione classica e alla relazione tra parola e immagine. Composto da circa 1.200 immagini fra loro diverse per genere e dimensioni, illustra come i valori espressivi fondamentali della rappresentazione della vita in movimento e della gestualità delle passioni siano stati trasmessi dall’Antico, siano poi riemersi nel Rinascimento e perdurino come impronte vive fino alla cultura contemporanea. Questa edizione, introdotta da una disamina della genesi e della struttura di Mnemosyne, propone le fotografie originali scattate nel 1929 e la ricostruzione di tutte le tavole dell’Atlante, accompagnate da un commento chiaro e approfondito, frutto del lavoro dei curatori e del Seminario Mnemosyne: uno strumento prezioso per comprendere un’opera che ancora oggi si presenta come un enigma affascinante e un laboratorio inesauribile di idee.
L’Atlante delle immagini costituisce dunque l’ultimo e incompiuto lavoro di Aby Warburg, tra i più originali e innovativi studiosi della cultura a cavallo tra Ottocento e Novecento. L’opera, data alle stampe in questa edizione a cura di Maurizio Ghelardi e Monica Centanni, offre la sintesi delle indagini che Warburg rivolse alla persistenza dell’antico, alla storia delle raffigurazioni visive e al legame tra parola, memoria e movimento.
Il progetto prende vita dalla necessità di superare una visione sequenziale della storia dell’arte. Per Warburg, infatti, le icone figurative non appartengono unicamente all’epoca della loro creazione: esse custodiscono forme, gesti ed emozioni in grado di riaffiorare in ere successive. L’antichità classica non rappresenta quindi un passato definitivamente concluso, ma una presenza viva, capace di riemergere nel Rinascimento e di imprimere impronte profonde anche nella cultura moderna e contemporanea.
L’Atlante comprende circa 1.200 iconografie ed il significato scaturisce prevalentemente dalle interrelazioni tra le figure: un gesto, un’attitudine corporea, un’espressione del volto o un’inedita configurazione della figura umana possono creare connessioni tra capolavori distanti nel tempo e nello spazio.
Tale struttura rende la composizione affascinante, ma al contempo complessa. Questo volume non si legge alla stregua di un testo tradizionale, dall’inizio alla fine. Si osserva, si mette a confronto, si esplora seguendo agganci mentali e analogie spesso inattese. L’Atlante richiede perciò un ruolo attivo da parte dell’osservatore, chiamato a individuare corrispondenze, declinazioni e ritorni. Il senso non è mai del tutto definito, bensì si articola attraverso il dialogo tra i soggetti figurativi.
Uno dei concetti cardine della riflessione warburghiana è quello di Nachleben, vale a dire la “sopravvivenza” o la “permanenza” delle forme. Warburg esamina in particolare le cosiddette formule del pathos, figurazioni capaci di manifestare passioni intense mediante la corporeità: il dolore, l’estasi, la fuga, la violenza, la brama. Tali schemi, generatisi nell’antichità, possono cadere nell’oblio e poi riaffiorare in contesti del tutto differenti, mutando senza smarrire la loro carica originaria.
Nel Rinascimento, ad esempio, i soggetti in movimento, i drappeggi mossi e i gesti drammatici evidenziano il riaffiorare di archetipi antichi. Tuttavia, Warburg non interpreta tale fenomeno come un mero plagio o una semplice replica. La trasmissione delle forme implica sempre una metamorfosi: ciò che ritorna viene rielaborato alla luce di nuove esigenze culturali, religiose e politiche. L’immagine si trasforma così in un nodo di tensione tra memoria e innovazione, tra ordine e impulso, tra razionalità e sfogo emotivo.
La curatela firmata da Ghelardi e Centanni ha il grande merito di rendere fruibile un’opera articolata e incompiuta. La pubblicazione degli scatti originali del 1929 permette di cogliere la concretezza dell’allestimento ideato da Warburg. La ricostruzione delle tavole consente inoltre di seguire con maggiore accuratezza l’articolazione dell’Atlante e di comprendere come Warburg intendesse far emergere le correlazioni tra le varie iconografie.
Rilevante risulta anche l’apparato critico che correda le tavole. I curatori e il Seminario Mnemosyne offrono delucidazioni storiche ed ermeneutiche senza dissolvere l’enigma dell’opera. Le spiegazioni aiutano a orientarsi tra i richiami iconografici e culturali, ma non riducono l’Atlante a uno schema rigido. Al contrario, mettono in luce quanto siano molteplici e articolati gli itinerari suggeriti da Warburg. Il punto di forza primario del volume risiede proprio in questa attitudine a coniugare rigore analitico e apertura interpretativa facendone un vero e proprio cantiere di pensiero.
Indice:
Prolegomeni
Presentazione di Monica Centanni e Maurizio Ghelardi
Aby Warburg: dalla parola all’immagine di Maurizio Ghelardi
Atlante Mnemosyne: il tema e i contenuti di Monica Centanni
Testi sull’Atlante
Introduzione a Mnemosyne: l’Atlante delle immagini di Aby Warburg, traduzione di Maurizio Ghelardi
Lettera alla casa editrice Teubner (1930) di Fritz Saxl, traduzione di Maurizio Ghelardi
Atlante Mnemosyne
Nota sul metodo e sui materiali delle Tavole di Mnemosyne a cura di Monica Centanni e del Seminario Mnemosyne
Percorso α (Tavole a, b, c)
Coordinate della memoria
Percorso I (Tavole 1-3)
Astrologia e mitologia. Proiezioni del cosmo: Babilonia, Atene, Alessandria, Roma
Percorso II (Tavole 4-8)
Preconiazioni dell’Antico. Estasi e malinconia; Madre della vita e della morte; Pathos del sacrificio; Pathos della Vittoria; Pathos dell’ascesa e della caduta
Percorso III (Tavole 20-27)
Migrazione degli antichi dèi. Peregrinazioni e mascheramenti delle antiche divinità tra Oriente e Occidente (Baghdad, Toledo, Padova, Rimini, Ferrara, XIII-XV secolo)
Percorso IV (Tavole 28/29-35)
Veicoli della tradizione. Tornei, feste, arazzi, fiabe mitologiche. Scambi tra Nord e Sud (primo Rinascimento, Firenze, le Fiandre, XV-XVI secolo)
Percorso V (Tavole 36-41a)
Irruzione dell’Antico. Feste, vita di corte, giochi popolari, mitiche allegorie, pathos dionisiaco (XV-XVI secolo)
Percorso VI (Tavole 42-48)
Reincarnazioni dell’Antico. Figure del compianto, Mercanti e Fortuna, Angeli e Vittoria, Ninfe e Cacciatrici di teste (Firenze, XV secolo)
Percorso VII (Tavole 49-52)
Mantegna e l’Antico. Controllo, distanza e inversione del pathos
Percorso VIII (Tavole 53-56)
Dalle Muse a Manet. Ascesa e caduta degli dèi (Roma-Parigi, XVI-XIX secolo)
Percorso IX (Tavole 57-59)
Dürer e l’Antico. Migrazioni al Nord
Percorso X (Tavole 60, 61/64)
L’era di Nettuno. Mito e celebrazione del potere tra corti italiane e monarchie europee (XVI-XVII secolo)
Percorso XI (Tavole 70-76)
Arte ufficiale e pathos barocco. Drammatizzazione del mito: dalla scena del ratto al teatro anatomico (Rembrandt, Rubens)
Percorso XII (Tavole 77-79)
Attualità della Memoria. Sublimazione del pathos dell’Antico: sport, Chiesa, Stato e potere
Bibliografia
Autrice e curatori:
Aby Warburg
Maurizio Ghelardi - Ha insegnato in diverse università italiane e straniere ed è consulente scientifico di Villa I Tatti (Harvard University). È uno degli editori della edizione critica tedesca delle opere di Jacob Burckhardt, di cui ha pubblicato finora 5 volumi. Ha ottenuto due finanziamenti ERC per ricerche nell’ambito della corrispondenza inedita a Burckhardt e ha pubblicato numerosi volumi di testi editi e inediti di Warburg, di Burckhardt e di altri autori. La sua bibliografia comprende circa 140 titoli in sei lingue.
Monica Centanni - È professore ordinario di Lingua e letteratura greca all’Università Iuav di Venezia. Un riferimento centrale nei suoi studi è Aby Warburg e la sua teoria della riattivazione dell’Antico, cui ha dedicato numerosi saggi e contributi pubblicati in diverse lingue. Oltre ad aver curato, fra l’altro, l’edizione delle tragedie di Eschilo per i “Meridiani” Mondadori, ha fondato e dirige “La Rivista di Engramma. La tradizione classica nella memoria occidentale”, che ha in Warburg il primo riferimento metodologico.

Atlante delle immagini
Aby Warburg
A cura di Maurizio Ghelardi, Monica Centanni
Carocci Editore
Edizione: Ottobre 2026
Collana: Saggi
ISBN: 9788829029075
Pagine: 460
Prezzo: 68,00
Per ulteriori info:

