Riviste
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Stipendi e pensioni salgono per inseguire l’inflazione, ma una parte degli aumenti rischia di tornare subito al Fisco. Il fiscal[…]
Source: Panorama
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Quanto guadagnano le star su Instagram? Cristiano Ronaldo può valere 11,6 milioni di dollari per un post sponsorizzato. La classifica[…]
Source: Panorama
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Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
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Source: Gazzetta.it
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Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
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Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato""Voglio bene a Michael - spiega l'attore su Facebook - ma l'ultima volta[…]
Source: Gazzetta.it
Quotidiani
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Di Battista su La7 parla della sua malattia: “Mi sono sentito male per un edema causato da un tumore che mi hanno riscontrato. Ora farò le cure ma non amo la retorica del guerriero”
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A Cuba “mi sono iniziato a sentir male in virtù di un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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Spagna meglio dell'Olanda '74: in gol dall'avvio dopo 26 passaggi senza che gli altri tocchino palla
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Le Furie rosse aprono il poker (4-1) con la Croazia con una rete spettacolare dopo appena 70". Strepitoso Yamal, autore[…]
Source: Repubblica.it
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La minaccia di Putin alla Nato: “Per difendere Kaliningrad siamo pronti a usare l’atomica”
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La lettera formale di Mosca all’Alleanza: “Possiamo colpire le vostre capitali”. L’avvertimento dopo le esercitazioni Ue-Usa intorno all’exclave. “Vogliono dividerci”
Source: Repubblica.it
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“Netanyahu ha incontrato bin Zayed in segreto e gli ha chiesto una smentita sugli avvertimenti prima del 7 ottobre”. E il premier israeliano fa causa ai giornali
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Benjamin Netanyahu ha incontrato in gran segreto Mohamed bin Zayed negli Emirati Arabi Uniti e, secondo quanto riportato dai media[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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Tom Cruise: 'Io Digger, ricco bullo senza nessuna umanità'
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Iñárritu: 'Il disastro? Né cometa né terremoto, siamo noi'
Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
Giornali Sportivi
Mario Calabresi – Le voci degli altri
- Dettagli
- Published on Martedì, 29 Settembre 2026 17:42
- Scritto da Andrea Turetta
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C’è stato un momento in cui abbiamo smesso di vedere le persone intorno a noi, in cui abbiamo smesso di ascoltarle e ci siamo chiusi nella nostra bolla, convinti che questo ci garantisse una vita più tranquilla e sicura. I segni di questo cambiamento, la fine dell’empatia e la costruzione di muri non solo fisici ma anche emotivi, si leggono nella politica, nell’informazione e nei comportamenti collettivi in ogni angolo del mondo. Non è successo all’improvviso, ma in un percorso in cui la diffidenza è diventata un ingrediente fondamentale delle nostre vite. Ci è stato raccontato che non era necessario fare la fatica di mettersi nei panni degli altri, anzi, che fosse pericoloso e da evitare. Intorno a noi, però, hanno cominciato a crescere solitudine e indifferenza, e il paesaggio si è riempito di macerie. Questo libro è un incontro con chi sente di essere trasparente e dimenticato e non capisce come sia possibile. Una nonna rimasta l’unica italiana nel suo palazzo popolare, spaventata da un mondo che non comprende, e una bibliotecaria che si confronta con una bambina che non trova nessun libro in cui sentirsi rappresentata. Una donna che si occupa di dare un’identità ai morti che non hanno un nome e, senza saperlo, regala una risposta a due sorelle sospese in un dolore lungo vent’anni. Un uomo che passa la vita cercando di scoprire chi abbia ucciso suo padre e, dopo anni di indifferenza, riceve un regalo anonimo che gli dona serenità. Un ragazzo che trova speranza nel rinunciare all’odio che gli spetterebbe, e riconquista così la libertà. E, infine, un uomo che ha speso gran parte della sua vita dentro le mura della Città Vecchia di Gerusalemme, che ha visto il tempo della speranza e quello della disperazione, e che in una terra sfigurata dall’odio continua a cercare spiragli di luce e umanità. Mario Calabresi va alla ricerca di quelli che si mettono in gioco, che costruiscono ponti e scommettono senza avere bisogno della certezza di vincere. Un racconto che ci porta nel mondo, anche dove la speranza sembra assente, ma esiste uno sguardo che cerca tenacemente di vedere gli altri.
In Le voci degli altri, Mario Calabresi analizza dunque uno dei nodi più critici dell'epoca contemporanea: lo smarrimento della partecipazione emotiva e la crescente fatica nell'individuare la dimensione umana in chi ci circonda. Il volume trae origine dalla presa di coscienza che, negli ultimi tempi, numerose persone si sono isolate in una sorta di "guscio", alimentato dall'insicurezza, dalla diffidenza e dall'esigenza di sentirsi al sicuro. Tuttavia, questa protezione fittizia ha richiesto un prezzo elevato: la solitudine, il disinteresse e l'innalzamento di barriere emotive sempre più complesse da abbattere.
Calabresi non sviluppa una disamina astratta o meramente concettuale. Il suo ragionamento si concretizza mediante incontri, vicende e testimonianze di individui di frequente inosservati, dimenticati o emarginati. Si tratta di soggetti che attraversano percorsi differenti, ma accomunati dall'esigenza di ottenere ascolto e legittimazione. L'opera si trasforma così in un itinerario tra esistenze segnate dalla sofferenza, dallo smarrimento e dall'emarginazione, ma pure dalla facoltà di resistere e di aprirsi al prossimo.
Tra i racconti più rilevanti spicca quello di un'anziana che si ritrova a essere l'unica cittadina italiana nel proprio edificio. La sua apprensione deriva dalla difficoltà di interpretare un contesto divenuto estraneo, ma il suo disagio testimonia anche una problematica più estesa: quando si cessa di approfondire la conoscenza reciproca, risulta agevole tramutare il prossimo in un'incognita minacciosa. Calabresi evidenzia come il contatto diretto sappia invece restituire articolazione alla realtà e ridurre la distanza creata dai preconcetti.
Altrettanto toccante è l'episodio della bibliotecaria che interagisce con una bambina incapace di individuare, nei volumi disponibili, un personaggio nel quale immedesimarsi. È un evento semplice soltanto in apparenza, poiché pone in risalto la rilevanza della rappresentatività. Sentirsi rispecchiati nelle narrazioni implica percepirsi integrati nel mondo, laddove la mancanza di riferimenti può accentuare la sensazione di essere esclusi o trascurati. La biblioteca, in questa circostanza, si tramuta in un luogo di accoglienza e affermazione identitaria.
Il testo approfondisce inoltre l'ambito del ricordo e del lutto. La donna impegnata nel restituire un'identità ai defunti privi di nome compie un atto di immenso valore etico e sociale. Attribuire un nome a un individuo equivale a rendergli rispetto, ma significa anche sostenere i superstiti nell'elaborazione di un dolore rimasto sospeso. Il suo operato genera, a sua insaputa, una risposta attesa per due decenni da due sorelle. In questo racconto, la ricerca della verità diventa una vera e propria forma di conforto.
Un ulteriore nucleo fondamentale è costituito dall'aspirazione a fare chiarezza sul passato. L'uomo che dedica l'esistenza a rintracciare il responsabile della morte del padre vive recluso all'interno di un interrogativo mai chiarito. Il sostegno anonimo che alla fine ottiene non cancella il patimento, ma gli consente di affrancarsi, almeno parzialmente, dal fardello dell'attesa e della disattenzione generale. Calabresi suggerisce che l'atto di giustizia non corrisponde inevitabilmente con la sanzione: talvolta può consistere nella facoltà di apprendere, conservare la memoria e raggiungere una forma di serenità.
Particolarmente intensa risulta la vicenda del giovane che rinuncia al rancore che parrebbe appartenergli di diritto. La sua determinazione non costituisce un sintomo di fragilità, bensì una conquista di autonomia. Abbandonare la rivalsa significa sottrarsi al destino tracciato dalla prepotenza e spezzare una spirale di acrimonia. Rappresenta uno dei messaggi più incisivi dell'opera: l'ostilità può apparire una reazione spontanea, ma finisce frequentemente per imprigionare proprio chi la nutre.
L'itinerario incontra inoltre la testimonianza di un uomo che ha trascorso gran parte dei suoi anni nella Città Vecchia di Gerusalemme, testimoniando il passaggio dalla fiducia allo sconforto. In un territorio profondamente lacerato dai contrasti, egli prosegue nella ricerca di barlumi di umanità. La sua esperienza costituisce il culmine della riflessione dell'autore: persino negli scenari più drammatici, la sensibilità verso il prossimo può schiudere varchi di intesa e prospettive future. Il registro espressivo dello scrittore si presenta cristallino, misurato e coinvolto. Calabresi non formula sentenze e non propone scorciatoie. Predilige porsi in ascolto e consentire alle vicende di esprimersi autonomamente.
L’Autore:
Mario Calabresi, giornalista e scrittore, ha fondato e diretto la podcast company Chora Media ed è autore della newsletter Altre/Storie. È stato direttore de «La Stampa» e «la Repubblica». Per Mondadori ha pubblicato: Spingendo la notte più in là (2007), La fortuna non esiste (2009), Cosa tiene accese le stelle (2011), Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa (2015), La mattina dopo (2019), Quello che non ti dicono (2020), Una volta sola (2022), A occhi aperti (2023), Il tempo del bosco (2024) e Alzarsi all’alba (2025); per Mondadori Ragazzi ha scritto Sarò la tua memoria (2023).

Mario Calabresi
Le voci degli altri
Mondadori
Genere: Politica e Attualità
ISBN: 9788804801832
156 pagine
Prezzo: € 18,50
150 x 210 cm
Brossura con alette
In vendita dal 22 settembre 2026
Per ulteriori info:
https://www.mondadori.it/libri/le-voci-degli-altri-mario-calabresi/

