Riviste
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Source: Panorama
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Nona vittoria della stagione per Antonelli, ormai a un passo dal titolo piloti di Formula 1: domenica prossima in Messico[…]
Source: Panorama
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Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
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Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"L'attore romano torna al cinema con la commedia "Che vuoi che[…]
Source: Gazzetta.it
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Source: Gazzetta.it
Quotidiani
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Neppure avere come madre una delle donne più influenti del fashion e del beauty system garantisce un lasciapassare contro le[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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Antonello Venditti operato in un ospedale romano: “Sta bene”. Ma sulla natura dell’intervento nessuna parola
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Silenzio sui social, nessun video dalla stanza d’ospedale, nessun selfie con la cuffietta. Questa volta Antonello Venditti ha scelto un’altra[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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L’incidente è avvenuto nella strada che collega Naro con Campobello di Licata, nell’Agrigentino
Source: Repubblica.it
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Social, piazze e tv: come è nata la rimonta impossibile di Lula in Brasile
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Il presidente rieletto da decenni mostra abilità non comuni in campagna elettorale, soprattutto quando scende in piazza, a combattere “voto[…]
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I fan di Lara Croft celebrano i suoi 30 anni nella città "natale"
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A Derby, in Inghilterra, una giornata al Market Hall per l'eroina dei videogiochi Tomb Raider
Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
Giornali Sportivi
Giuseppe Travaglini, Antonello Zanfei (a cura di) - L’economia italiana dopo i dazi di Trump
- Dettagli
- Published on Sabato, 24 Ottobre 2026 17:44
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 29
Il ritorno dei dazi segna un cambio di regime nell’economia internazionale. Partendo dal Liberation Day del 2 aprile 2025, il volume analizza come la nuova strategia tariffaria degli Stati Uniti stia trasformando il commercio mondiale, le catene globali del valore, gli equilibri monetari e le relazioni geopolitiche. Integrando prospettive microeconomiche, macroeconomiche e istituzionali, i contributi qui raccolti mostrano perché il protezionismo generalizzato rischia di colpire le stesse filiere che hanno sostenuto crescita, produttività e integrazione internazionale, senza risolvere gli squilibri strutturali dell’economia statunitense. Ne emerge uno scenario segnato da frammentazione e crescente instabilità, nel quale il multilateralismo cede progressivamente il passo a rapporti di forza bilaterali e regionali. Un’attenzione particolare è riservata all’Italia, grande “fornitore di sistemi” nelle filiere europee e fortemente esposta alle tensioni commerciali. Per il nostro paese, la risposta non può limitarsi alla difesa dell’esistente: richiede politiche industriali, innovazione, diversificazione degli approvvigionamenti, gestione dei rischi finanziari e un più saldo coordinamento europeo.
L’economia italiana dopo i dazi di Trump, curato da Giuseppe Travaglini e Antonello Zanfei, è una pubblicazione incentrata su una delle più rilevanti trasformazioni dello scenario finanziario globale contemporaneo: la riaffermazione del protezionismo quale pilastro della politica commerciale statunitense. Muovendo dal cosiddetto Liberation Day del 2 aprile 2025, il saggio esamina le ripercussioni del nuovo impianto tariffario americano sugli scambi mondiali, sui network produttivi, sugli assetti finanziari e sui balance geopolitici.
L’opera si contraddistingue innanzitutto per l’impostazione interdisciplinare. Le varie trattazioni integrano analisi microeconomiche, macroeconomiche e di matrice istituzionale, evidenziando come i dazi non costituiscano un mero provvedimento tecnico sulle importazioni, bensì una variabile capace di stravolgere il funzionamento dell’economia globale. I balzelli doganali condizionano infatti i prezzi, le scelte imprenditoriali, gli investimenti, la struttura della produzione e le relazioni internazionali.
Tra i nodi concettuali prioritari figura il pericolo che una tutela doganale ad ampio spettro finisca per penalizzare proprio quei circuiti internazionali che, nei decenni recenti, hanno alimentato l’incremento della produttività, la specializzazione settoriale e la coesione economica. Le catene globali del valore, edificate tramite una capillare ripartizione delle fasi manifatturiere tra differenti Paesi, vengono descritte come architetture efficienti ma al contempo vulnerabili. L’adozione di dazi e barriere d'ingresso può determinare un lievitare dei costi, ritardi nell’approvvigionamento, contrazione dei capitali investiti e decremento della competitività.
Rilevante e persuasiva appare la disamina sui limiti dell’indirizzo tariffario statunitense. Stando alle tesi del volume, le barriere doganali rischiano di non risanare i disallineamenti strutturali del sistema americano, quali il deficit commerciale, la deindustrializzazione di talune aree territoriali e le disparità interne. Al contrario, possono innescare esiti imprevisti: gravare sui consumatori mediante il rincaro dei listini, penalizzare le aziende che impiegano input d'importazione e rinfocolare le frizioni con i partner commerciali. La politica protezionistica si rivela dunque non tanto un rimedio duraturo, quanto una reazione politica a criticità economiche articolate.
Gli autori riservano inoltre ampio risalto alla riorganizzazione del quadro politico globale. La recrudescenza dei dazi segnala la transizione da un assetto incardinato su norme multilaterali a un contesto segnato da rapporti di forza a carattere bilaterale e regionale. La progressiva erosione del multilateralismo rende più complessa la concertazione delle politiche economiche e commerciali, accentuando il clima d'incertezza per governi e imprese. I flussi mercantili vengono così inseriti in una più vasta dinamica di competizione geopolitica, in cui le interdipendenze economiche si mutano in veri e propri strumenti di pressione strategica.
Un ulteriore argomento di rilievo concerne la stabilità monetaria e finanziaria. Le contese commerciali possono infatti ripercuotersi sulla movimentazione dei capitali, sulle fluttuazioni dei tassi di cambio, sull’equilibrio dei mercati e sulla sostenibilità del debito. Il clima di vaghezza generato dagli orientamenti tariffari ostacola le scelte di investimento e può elevare la vulnerabilità finanziaria. Il testo evidenzia pertanto come la sfera commerciale non possa essere scissa da quella monetaria e finanziaria: il ridimensionamento dell’integrazione economica produce ripercussioni su tutto il sistema globale.
La sezione focalizzata sull’Italia assume un valore essenziale. La nostra nazione viene delineata come un primario “fornitore di sistemi” nell’ambito dei network europei, ossia come un’economia fortemente integrata in filiere produttive sovranazionali, sovente caratterizzate da un'elevata specializzazione e da legami di subfornitura. Tale posizionamento garantisce opportunità, ma espone al contempo il Paese ai contraccolpi delle dispute commerciali. Le tariffe possono danneggiare in via diretta le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti, oltre a generare ripercussioni indirette dovute alla flessione della domanda continentale, all’aumento dei costi delle materie prime e alla disorganizzazione delle filiere produttive.
indice:
Introduzione. L’economia dei dazi di Giuseppe Travaglini e Antonello Zanfei
1. Dazi, investimenti esteri e prospettive di ripresa dell’industria manifatturiera USA di Antonello Zanfei e Andrea Coveri
Introduzione/Gli effetti sugli scambi all’interno delle CGV/L’impatto su investimenti esteri e sulla manifattura USA/Conclusioni/Riferimenti bibliografici
2. Il commercio globale tra futuro, passato e trapassato remoto di Gianmarco Ottaviano
Introduzione/Il vecchio ordine: l’irrequietezza statunitense/Globalizzazione alla cinese: un modello che attrae/Un “terzo incomodo”: l’Indo-Pacifico/BRICS, BRICS Plus e BRIS/Il peso dell’instabilità politica mediorientale/Il “revival” protezionistico/Il crepuscolo degli accordi multilaterali/Conclusioni/Riferimenti bibliografici
3. Incertezza e tariffe rallentano il commercio mondiale di Giorgia Giovannetti e Mauro Lanati
Introduzione/Il nuovo protezionismo/Le conseguenze dell’incertezza/Che cosa può succedere?/Paesi “amici” e “rivali”/Conclusioni/Riferimenti bibliografici
4. La “ricetta impossibile” di Trump: l’impatto dei dazi su economia e deficit di Alessandro Bellocchi e Giuseppe Travaglini
Introduzione/Fatti stilizzati/Il deficit commerciale degli Stati Uniti/La visione di Trump: dazi e deficit/Il teorema impossibile di Trump/Scenari/Conclusioni/Riferimenti bibliografici
5. La politica commerciale USA del 2025 e gli effetti sul ruolo internazionale del dollaro di Giuseppe De Arcangelis e Annamaria Simonazzi
Introduzione/Il ruolo internazionale del dollaro/Gli obiettivi della nuova politica commerciale/Quali alternative al dollaro?/Verso un sistema multipolare?/Riferimenti bibliografici
6. L’economia al tempo di Trump: disordine economico e caos sistemico di Mario Pianta
La politica dei dazi degli Stati Uniti/Gli effetti economici dei dazi americani/L’Europa di fronte alle politiche USA/Il caos del sistema mondiale
Riferimenti bibliografici
Gli autori
I Curatori:
Giuseppe Travaglini - È professore ordinario di Politica economica all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, dove dirige il dipartimento di Economia Società Politica.
Antonello Zanfei - È professore ordinario di Economia applicata all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, dove è stato coordinatore del dottorato in Global Studies.

L’economia italiana dopo i dazi di Trump
Fra guerre commerciali e frammentazione internazionale della produzione
A cura di Giuseppe Travaglini, Antonello Zanfei
Carocci Editore
Edizione: Ottobre 2026
Collana: Biblioteca di testi e studi
ISBN: 9788829035694
Pagine: 124
Prezzo: 16,00 €
Per ulteriori info:

