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Dal 19% di detrazione per le spese scolastiche al bonus nido fino a 3.600 euro, passando per il contributo per[…]
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Source: Gazzetta.it
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Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
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Source: Gazzetta.it
Quotidiani
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James Rodriguez all’Avellino non è fantasia e non è nemmeno un’operazione da gioco manageriale su pc. Non è nemmeno realtà,[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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La Commissione europea vuole privilegiare le aziende del Vecchio continente nell’accesso agli appalti pubblici. “Stiamo dando agli acquirenti pubblici la[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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Il regista in concorso a Venezia 83 con “Il fuoco che ti porti dentro” dal romanzo di Antonio Franchini. La[…]
Source: Repubblica.it
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Dal Dna nascosto in testi medievali la storia di un virus letale
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Quello del vaiolo ovino, che colpisce il bestiame da 3.700 anni ma è innocuo per l'uomo
Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
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La chat segreta tra le compagne di Ranucci e Lavitola: l’ordinanza sulla bomba passò da quei telefoni
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Nella notte della perquisizione a casa Lavitola, mentre il faccendiere parla per ore con Ranucci su Signal, Laura Cianfoni invia[…]
Source: Repubblica.it
Giornali Sportivi
Roberto Mozzi - Fuori legge - Quando la pena tradisce la giustizia
- Dettagli
- Published on Martedì, 14 Luglio 2026 16:12
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 88
Il racconto di un’esperienza decennale come cappellano nel carcere milanese di San Vittore, che rompe il silenzio su ciò che accade dietro le sue mura, rivelando il volto di un sistema penitenziario che troppo spesso si muove ai margini della legalità. L’autore documenta il divario tra il carcere "teorico" dei codici e quello reale, dove il diritto alla salute mentale svanisce e la burocrazia diventa una forma di violenza invisibile. Un testo di forte denuncia mai fine a se stessa. Un racconto che, pur riconoscendo la quotidiana fatica degli operatori impegnati ad agire secondo coscienza, non tace sul tradimento degli obiettivi costituzionali. Richiamando gli articoli 27 e 32 della Costituzione, questo volume chiede trasparenza e dignità, ricordando che non può esserci vera giustizia dove lo Stato stesso smette di rispettare i diritti umani fondamentali. Un’istituzione voluta dalla Costituzione come occasione di rieducazione del condannato, in vista del suo reinserimento sociale, in cui la pena non deve mai avere una funzione esclusivamente punitiva o afflittiva, nel rispetto della dignità umana dell’individuo, in realtà mette in atto comportamenti che si pongono fuori dalla legge. Un testo di forte denuncia, attraverso descrizioni accurate e documentate di situazioni che hanno a che fare con la salute mentale, il diritto al lavoro e la burocrazia. Un racconto che, pur riconoscendo la quotidiana fatica di molti operatori impegnati ad agire con responsabilità, non tace sul tradimento degli obiettivi costituzionali e va alla ricerca delle cause di questo stato delle cose, per sollecitare una presa di coscienza di tutta la società civile e della politica. L'Autore, cappellano presso la Casa Circondariale di San Vittore di Milano per dieci anni, coniuga l'esperienza sul campo con l'analisi dei dati statistici e giuridici insieme alla sensibilità etica radicata nei valori evangelici e costituzionali.
Il saggio Fuori legge - Quando la pena tradisce la giustizia di Roberto Mozzi costituisce un lavoro d'impatto e di fondamentale importanza, capace di gettare una luce nitida e priva di filtri su uno spaccato comunitario frequentemente ignorato e misconosciuto: l'universo carcerario. Ricorrendo alle memorie del suo mandato decennale come assistente spirituale presso il penitenziario di San Vittore a Milano, l'autore squarcia il velo di riserbatezza che avvolge lo stato reale dei complessi di detenzione del nostro Paese, evidenziando lo stridente contrasto tra i precetti normativi e la prassi quotidiana consumata dietro le sbarre.
Il volume si configura come una requisitoria tanto meticolosa quanto accorata nei confronti di un apparato che di frequente disattende i mandati della Carta Costituzionale, nello specifico i dettami degli articoli 27 e 32, i quali garantiscono la finalità riabilitativa della sanzione e la salvaguardia dell'integrità psicofisica dei detenuti. Mozzi attesta con rigore documentale e profonda empatia la discrepanza tra l'istituto carcerario "ideale", delineato dai codici, e quello concreto, laddove i passaggi burocratici si tramutano in una forma di sopraffazione sommersa e l'assistenza psichiatrica viene costantemente disattesa.
Avvalendosi di resoconti diretti, riscontri numerici e un'accurata esegesi giuridica, Fuori legge propone una chiave di lettura severa ma propositiva. Il testo non ignora la problematicità del compito quotidiano che grava sul personale di custodia e sugli esperti dei penitenziari — costretti sovente ad agire in contesti precari e con dotazioni insufficienti — pur mantenendo fermo il proprio fermo dissenso verso il fallimento di quei traguardi di equità e civiltà che la detenzione dovrebbe garantire.
L'orientamento dell'autore poggia saldamente su una morale capace di fondere il messaggio evangelico con i canoni repubblicani, offrendo una cassa di risonanza ai patimenti e alle iniquità subite dai reclusi, ma rimarcando al contempo la necessità inderogabile di un rinnovamento strutturale. Questo mutamento deve rimettere in primo piano l'onore del singolo e il fine originario della punizione, intesa come opportunità di riscatto e di reintegrazione nella collettività.
Fuori legge si attesta come un manifesto di contestazione necessario per chiunque intenda sviscerare le carenze e le incongruenze del circuito detentivo italiano. Al contempo, si offre come un'esortazione a un riordino legislativo che restituisca alla reclusione la sua prerogativa cardine: essere uno spazio di legalità e di ossequio verso le libertà fondamentali. Una lettura che sollecita un serio esame di coscienza morale e civile, indispensabile per edificare una comunità più equa e solidale.
L’Autore:
Roberto Mozzi (Milano, 1973), è stato cappellano della Casa Circondariale "Francesco Di Cataldo" (San Vittore) dal 2014 al 2024. Accanto al ministero pastorale, ha svolto un'intensa attività di osservazione e denuncia civile, collaborando con i Garanti dei diritti delle persone private della libertà e intervenendo nel dibattito pubblico sui temi della giustizia e della dignità umana.

Roberto Mozzi
FUORI LEGGE
QUANDO LA PENA TRADISCE LA GIUSTIZIA
Prefazione di Mario Delpini arcivescovo di Milano
Postfazione di Valeria Verdolini presidente di Antigone
Lombardia
ITL Libri
ISBN 9791255950653
Brossura
Collana Civitas
Formato 12 x 19 cm
Pagine 160
Prezzo € 13,00
Per ulteriori info:

