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Source: Panorama
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Us Open: finisce ai quarti l'avventura dello spagnolo battuto da Shelton al quinto set dopo quattro ore e mezzo di[…]
Source: Panorama
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Source: Gazzetta.it
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Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
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Source: Gazzetta.it
Quotidiani
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“Il futuro non si arma, si insegna”: con il flash mob per ridare dignità alla scuola si apre la Festa della Fatto. Travaglio: “Parlare di scuola, cultura e dialogo è l’unico antidoto al farsi la guerra”
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Una battaglia per restituire valore, dignità e centralità alla scuola, istituzione fondamentale per l’avvenire del nostro Paese. Con “Il futuro[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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Chi vuole una legge sul fine vita ama la vita! Mi spiace che il clero non lo capisca
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Chi in Italia chiede che venga approvata una legge nazionale sul suicidio medicalmente assistito non vuol dire che non ama[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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Il presidente dei vescovi tedeschi: “Senza parole per la vittoria di Afd, no al nazionalismo etnico”
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Monsignor Wilmer: “Ci opponiamo quando la paura viene messa contro la solidarietà, quando le persone vengono schierate l’una contro l’altra,[…]
Source: Repubblica.it
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Regno Unito, disagi fino a domani negli aeroporti. Più di duemila i voli cancellati
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Il sistema di gestione del traffico aereo è stato risolto, ma per tornare alla normalità servirà ancora tempo. Per l’agenzia[…]
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Gli Oasis verso il concerto a Roma, l'indizio social con una clip a Trastevere
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Previste due date all'Olimpico a luglio 2027
Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
Giornali Sportivi
FEDERER, UN CAMPIONE SENZA TEMPO
- Dettagli
- Published on Martedì, 29 Novembre 2011 08:37
- Scritto da Andrea Turetta
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Roger Federer (nella foto di Tonelli) chiude il 2011 così come lo aveva cominciato: vincendo. In pochi ricordano come l’esordio stagionale dello svizzero fosse stato bagnato da una vittoria, per quanto minore, come quella ottenuta a Doha. Per dieci lunghi mesi quello conseguito in Qatar era rimasto l’unico alloro della prima stagione senza slam di Re Roger, dal 2002.

In mezzo c’era stata la secca eliminazione in semifinale a Melbourne da parte del nuovo “Cannibale” Novak Djokovic, la delusione parigina in finale per mano del solito Rafa, la sciagurata rimonta subita da Tsonga a Wimbledon e, infine, la beffa patita agli US Open per mano dell’immarcescibile Nole da Belgrado.
In tanti, nell’assistere alle tante chance sprecate nel secondo set della finale londinese contro Jo-Wilfried, hanno ripensato al doloroso epilogo newyorkese. Quello che aveva fatto intonare i consueti de profundis ai tanti addetti ai lavori che ormai da qualche anno finiscono per essere smentiti dall’orgoglio e dalla classe smisurata di questo campione, si è tramutato, invece, nell’alba di una nuova rinascita, l’ennesima, culminata nella striscia di successi messa a segno a Basilea, Bercy e Londra.
Il “Genio” di Basilea è riuscito in un’impresa che porta in dote più di una valenza: innanzitutto ha affastellato l’ennesimo record di una carriera inimitabile, diventando il primo tennista ad aggiudicarsi 6 Masters, staccando due straordinari campioni come Ivan Lendl e Pete Sampras, fermi a quota 5; più dei primati cui da sempre ci ha abituato, con la sontuosa striscia di 17 successi con cui ha chiuso il 2011, Roger è riuscito nell’impresa di porre un argine allo straripante incedere del dominatore di questa stagione, Novak Djokovic. Questo Masters, infatti, oltre a confermare la predisposizione dell’elvetico per le superfici indoor, ha messo in evidenza come anche le macchine perfette (Djokovic) o quasi (Nadal) del tennis moderno, quando s’inceppano, finiscono per subire delle imbarcate non ammissibili per campioni di tale spessore.
C’è chi come Rafa viene umiliato 63 60 proprio dallo stesso Roger, c’è chi come Djokovic, dopo aver maramaldeggiato durante tutto l'anno, patisce contro David Ferrer la più netta sconfitta mai subita da un n.1 (63 61), senza neanche essere in grado di mostrare la benché minima reazione contro il suo compagno di merende, Janko Tipsarevic.
L’impressione è che il tennis quasi robotico, messo in mostra da coloro i quali si sono succeduti sullo scanno più alto del tennis mondiale dopo l’epopea Federer, abbia i suoi pregi, ma anche dei limiti ben precisi di carattere atletico. Insomma, la sensazione che se ne ricava è che il tennis moderno incarnato da Nadal e Djokovic si poggi su basi più fisiche che tecniche.
Federer, con il suo tennis classico e soave ostentato nella splendida settimana londinese, rappresenta, al contrario, la testimonianza di come ancora oggi si possa mettere al centro l'arte e la tecnica, e fare in modo che questo sport non sia espressione esclusiva delle “macchine” che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni, soggette a incepparsi ogni qualvolta il fisico presenta loro il conto. Mentre gli altri si lamentano per la lunghezza della stagione e minacciano scioperi, Roger dimostra di possedere una dote in più, quella di poter tornare indietro nel tempo. Lunga vita a Re Roger.
www.federtennis.it

