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Da Isabelle Huppert diretta dall'iraniano due volte Oscar Farhadi, rievocando l'attentato al Bataclan, a Kristen Steward alla guida bizzarra di[…]
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Source: Gazzetta.it
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Media, Usa-Cina concordano di non far pagare pedaggi ad Hormuz
Source: Repubblica.it
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Argentina, migliaia in piazza per difendere le università pubbliche
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Manifestazioni contro Milei e i tagli, chiesto il rispetto della legge sui fondi
Source: Repubblica.it
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“Alex di Amici mi manderebbe a cag**are, senza ascoltare. Nelle relazioni provo a non perdermi, ma poi ‘bum’ salta tutto. Nei momenti down respiro, scrivo e vado avanti”: parla Alex Wyse
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Cè un suono un po’ squisitamente retrò nella produzione, chi ha amato i primi anni 2000 non verrà deluso, ma[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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Quindi, oggi…: l’incomprensibile audio di Andrea Sempio, la Groenlandia di Trump e Travaglio
Source: Il Giornale
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Eurovision 2026, le pagelle: Sal Da Vinci marito perfetto, “stop al genocidio!” per Israele, Lady Gaga del Montenegro è da contrabbando, la Finlandia vuole vincere col fuoco
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Source: Il Fatto Quotidiano
Giornali Sportivi
Joshua Evangelista – Sarajevo - Laboratorio fragile dei Balcani, un metronomo d’Europa
- Dettagli
- Published on Giovedì, 27 Novembre 2025 14:03
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 488
«Nessun’altra capitale europea concentra tanti luoghi di guerra in un’area così ristretta. Sarajevo si offre al visitatore come un mosaico di ferite esposte, consultabili, acquistabili, ma sotto le cicatrici pulsa ancora una città viva, ironica, irriducibile». Paesi Edizioni presenta “Sarajevo” di Joshua Evangelista, nuovo titolo della collana Città Geopolitiche, un viaggio nel cuore ferito e resiliente dei Balcani, dove la storia europea è ancora scritta sui muri e nelle vite delle persone. «La prima volta che sono arrivato a Sarajevo era inverno», racconta l’autore. «Dal finestrino del taxi vedevo le case risalire i pendii come in un anfiteatro di luci tremolanti. Mi sembrò di camminare in tre città insieme: Vienna, Istanbul e Belgrado. Ma anche in due secoli: quello iniziato con l’attentato del 1914 e quello finito con l’assedio più lungo della storia europea recente». Per Evangelista, Sarajevo è «un laboratorio fragile dei Balcani, un metronomo d’Europa». Una città in cui «una moschea, una chiesa cattolica, una ortodossa e una sinagoga condividono la stessa linea d’orizzonte», e dove «il socialismo di Tito convive con il neocapitalismo islamico». Il libro intreccia reportage, memoria e narrazione storica, spostandosi tra cimiteri e locali notturni, luoghi di culto e gallerie d’arte. Non si limita a raccontare il dark tourism dei luoghi della guerra («per il turista goloso di drammi, Sarajevo è una sorta di Eldorado», scrive l’autore) ma segue anche una storia nella storia: quella della Haggadah di Sarajevo, il manoscritto ebraico medievale più prezioso al mondo, sopravvissuto all’Inquisizione, all’Olocausto e all’assedio del 1992. L’Haggadah di Sarajevo attraversa il libro come un filo segreto e ci ricorda che la cultura può sopravvivere solo se qualcuno sceglie di proteggerla. In questo saggio, Sarajevo non è una città martire ma un organismo vivo. Spiega l’autore, «Volevo capire cosa resta, trent’anni dopo gli accordi di Dayton, di una pace che ha fermato la guerra senza ricomporla». Sarajevo continua ad evolversi e insieme al turismo del trauma della guerra, cresce una città piena di bar underground, festival, street art, musica elettronica e caffè. Tra le tante voci che popolano il libro, anche quella della scrittrice Indira Kučuk Sorguč: «Durante la guerra, alcune persone pensarono che le tracce andassero preservate. Perché siamo quel che siamo solo grazie a esse». Sarajevo ci mostra come la democrazia europea resti fragile e come la pace non si mantenga da sola. Come scriveva Alex Langer,« l’Europa muore o rinasce (anche) a Sarajevo».
Il libro di Joshua Evangelista, Sarajevo – Laboratorio fragile dei Balcani, un metronomo d’Europa, si presenta come un viaggio intenso e approfondito nel cuore pulsante di una città simbolo delle contraddizioni e delle ferite della storia europea recente. Evangelista, attraverso un approccio che combina reportage, memoria e analisi storica, ci accompagna in un percorso che va oltre la semplice narrazione di un luogo segnato dalla guerra, svelando la complessità di Sarajevo come un mosaico di culture, religioni e storie che convivono e si intrecciano quotidianamente.
Il testo si distingue per la capacità di offrire un’immagine vivida e articolata di Sarajevo, non come città vittima, ma come organismo resiliente, capace di conservare e tutelare la propria identità culturale e storica. L’autore adopera una narrazione che si sposta tra i luoghi di guerra e di memoria: dai cimiteri alle gallerie d’arte, dai locali underground alle piazze animate da giovani, dipingendo un quadro di una città in costante evoluzione, capace di rigenerarsi nonostante le cicatrici del passato.
Uno degli aspetti più toccanti del volume è la narrazione dell’Haggadah di Sarajevo, simbolo di sopravvivenza culturale e di speranza. Questa testimonianza concreta di come la cultura possa perdurare e rafforzarsi grazie alla volontà di chi la protegge rende il saggio ancora più potente, evidenziando il ruolo essenziale della memoria e della tutela del patrimonio come strumenti di resistenza e di identità.
Evangelista non si limita a descrivere il lato più tragico e drammatico della storia di Sarajevo, ma mette anche in luce le trasformazioni sociali e culturali recenti: dalla crescita di locali e festival alla fioritura di street art e musica elettronica, segnali di una città che, pur portando le ferite del passato, si reinventa e si apre a nuove forme di espressione e di socialità.
Il libro si configura così come un’analisi lucida e sensibile del delicato equilibrio tra memoria e innovazione, tra ferite aperte e speranze di futuro. Sarajevo emerge come un laboratorio fragile e prezioso, un esempio di come la pace e la democrazia europea richiedano un costante impegno e una consapevolezza profonda.
Sarajevo di Joshua Evangelista non si limita a una semplice descrizione geografica o storica: rappresenta una riflessione profonda sulla resilienza, sulla memoria e sulla capacità di una comunità di rinascere e continuare a vivere, nonostante tutto. È un invito a non dimenticare il passato, ma anche a riconoscere le energie vitali di un luogo che, anche nei momenti più bui, riesce a trovare la forza di rinascere.
L’Autore:
JOSHUA EVANGELISTA: giornalista, è responsabile della comunicazione della Fondazione Gariwo, per la quale ha partecipato alla creazione di GariwoMag e all'ideazione del podcast «Storie di Giusti». Ha scritto reportage e interviste da Medio oriente, Europa orientale, Africa e Sud America per, tra gli altri, La Stampa, Avvenire, l’Espresso, Panorama, Venerdì di Repubblica, Internazionale, Domani, The Local, The New Humanitarian e Middle East Eye.
Città Geopolitiche: Dalla penna di grandi firme della geopolitica e delle relazioni internazionali, una serie di appassionati ritratti urbani lungo le strade meno battute di capitali e città-chiave della contemporaneità.
Presentazioni
2 dicembre Trieste ore 18:30
Libreria Antico Caffè San Marco
Via Cesare Battisti, 18
7 dicembre Roma ore 14:00
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Sala Polaris

Titolo: Sarajevo. Laboratorio fragile dei Balcani, un metronomo d’Europa
Autore: Joshua Evangelista
ISBN: 9791255411284
Prezzo: 16 euro
Pagine: 208
Collana: Città Geopolitiche
Data di uscita: 28 novembre
Per ulteriori info:

