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Source: Gazzetta.it
Sabrina Zuccato - La levatrice di Nagyrév
- Dettagli
- Published on Sabato, 25 Gennaio 2025 09:33
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 78
Zsigmond Danielovitz, incaricato di indagare sul cadavere di un’anziana contadina, è un uomo indebolito dalla guerra, ma vigile. E così ci mette poco a scorgere, dietro gli occhi degli abitanti di Nagyrév, qualcosa di sinistro. Nagyrév è un piccolo villaggio sperduto nella pianura ungherese, l’anno è il 1929 e il benessere, in quella ristretta comunità rurale, non arriva. Zsigmond Danielovitz si rende presto conto che la morte della donna sulle sponde del fiume Tibisco non è che l’anello di una lunga catena di scomparse e incidenti che da tempo coinvolgono il piccolo villaggio. La levatrice di Nagyrév racconta un fatto di cronaca realmente avvenuto tra le due guerre mondiali, un episodio che sconvolse l’Europa non solo per l’efferatezza dei crimini, ma anche per un inedito capovolgimento dei ruoli: le donne uccidono gli uomini, si vendicano. Superstizione, violenze, miseria e soprusi sono i protagonisti delle vite che si incrociano in questo affresco rurale, dove a fare le spese di appetiti e frustrazioni sono sempre le donne. Le regole patriarcali della comunità magiara e le meschinità dell’animo umano creano situazioni insostenibili e sofferenze ingiustificabili per mogli e figlie, anziane e ragazze. Personaggio chiave, intorno al quale girano le storie di Nagyrév, è la misteriosa Zsuzsanna, levatrice dal passato fumoso, spesso etichettata come «strega» dai suoi concittadini, temuta e, ogni tanto, rispettata, una figura carismatica, rarissimo esempio di donna emancipata, cui molte «sorelle» chiedono aiuto per risolvere i guai che hanno dentro casa: gravate da inganni, stupri e sottomissioni, le vittime hanno deciso di alzare la testa. Gli avvenimenti che ebbero luogo a Nagyrév, mostrando gli orrori di cui è capace la vita domestica e le forme di resistenza alle sopraffazioni di genere, possono essere una finestra utile, e dolorosa, per capire il presente.
"La levatrice di Nagyrév" di Sabrina Zuccato è un romanzo che esplora un capitolo oscuro della storia ungherese, intrecciando abilmente eventi di cronaca con una profonda riflessione sulle dinamiche di genere e il potere patriarcale. Ambientato nel 1929, la trama ruota attorno a Zsigmond Danielovitz, un investigatore segnato dalle esperienze belliche, impegnato a scoprire la verità sulla morte di un’anziana contadina. La sua indagine mette in luce un tessuto sociale lacerato da superstizioni, violenza e miseria, dove le donne si trovano intrappolate in un ciclo di oppressione.
Zuccato riesce a tratteggiare un quadro vivido e inquietante della vita nel villaggio di Nagyrév, dove il benessere appare come un sogno irraggiungibile e la sofferenza è una costante. Le donne, spesso vittime di abusi, trovano in Zsuzsanna, la levatrice, un punto di riferimento significativo. Zsuzsanna è una figura complessa e carismatica, un simbolo di emancipazione in un contesto fortemente patriarcale, che incarna la lotta per la dignità e la libertà.
Il romanzo affronta temi profondi e dolorosi, dal femminicidio alla vendetta, denunciando le ingiustizie subite dalle donne. La narrazione si sviluppa attraverso una prosa incisiva e evocativa, capace di trasmettere l’atmosfera opprimente del villaggio e l’ansia dei suoi abitanti. La tensione cresce man mano che emergono segreti e verità scomode celate dietro la facciata di normalità.
Zuccato non si limita a raccontare una crime story; invita il lettore a riflettere su come le cicatrici del passato possano influenzare il presente. "La levatrice di Nagyrév" diventa così una potente metafora della resistenza femminile e della necessità di combattere le ingiustizie, rendendo il romanzo non solo un avvincente thriller, ma anche un importante contributo alla discussione sulle dinamiche di genere e sul potere.
"La levatrice di Nagyrév" è un'opera intensa e coinvolgente, capace di unire suspense e critica sociale, offrendo una narrazione che risuona ben oltre le pagine del libro. La scrittura di Zuccato invita a confrontarsi con la realtà, a non dimenticare le ferite del passato e a lottare per un futuro più giusto.
L’Autrice:
Sabrina Zuccato (Padova, 1992) è giornalista pubblicista e si occupa prevalentemente di cultura, critica cinematografica e attualità. Con esperienza pluriennale presso set cinematografici, svolge inoltre l’attività di videomaker e reporter.

Sabrina Zuccato
La levatrice di Nagyrév
Marsilio Editori
pp. 448, 1° ed.
2025
Romanzi e Racconti
9788829720637
19,00 euro
Per ulteriori info:
https://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/2972063/la-levatrice-di-nagyr-v

