Riviste
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L'amore per i motori è nato prestissimo: a due anni guidava già un go kart. A dieci anni ha esordito[…]
Source: Panorama
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Dalla grappa al whisky: 180 anni di distillati piemontesi nel cuore del Monferrato
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Dalla vinaccia al prodotto finale: la storia di Mazzetti d'Altavilla, distilleria piemontese fondata nel 1846 e oggi alla settima generazione
Source: Panorama
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Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
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Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"L'attore romano torna al cinema con la commedia "Che vuoi che[…]
Source: Gazzetta.it
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Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
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Source: Gazzetta.it
Quotidiani
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Dall’Alaska al Kansas: tutti gli Stati che non sono più “sicuri” per i repubblicani. Le sfide cruciali al Senato per le elezioni di Midterm
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I repubblicani investono fondi in Stati un tempo dati sicuri, mentre i sondaggi li danno in svantaggio alla Camera e[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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“Ho sei figli. Al più piccolo racconto più storie della buonanotte che al grande. Non tratto tutti allo stesso modo”: senso di colpa (e svolta) di Nicole Schildt
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Per anni Nicole Schildt, mamma di sei figli, ha pensato che essere una buona madre significasse “essere una madre giusta”[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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++ Pm chiede carcere per Siher, 'può sviluppare strategia rivoluzionaria' ++
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Ritenuto sussistente il pericolo di fuga e di reiterazione del reato
Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
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Melonellum: depositati i ricorsi in 25 tribunali, firma anche Prodi. “Legge pericolosa"
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Sulla riforma elettorale, scatta oggi formalmente il timing della partita che approderà in Corte Costituzionale
Source: Repubblica.it
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Allegri squalificato due giornate dopo l’espulsione contro la Roma
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Il tecnico del Napoli, espulso nel finale del match contro i giallorossi, punito per le espressioni ingiuriose nei confronti degli[…]
Source: Repubblica.it
Giornali Sportivi
Intervista con Diego Nicolosi
- Dettagli
- Published on Giovedì, 04 Febbraio 2021 14:16
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 2308
E’ disponibile su tutte le piattaforme digitali “Il capitale della mia poesia”, il nuovo singolo del cantautore e poeta di origine siciliana Diego Nicolosi. Il progetto, nato con il supporto di un crowdfunding, è stato realizzato in collaborazione con il Maestro Clemente Ferrari (noto produttore ed arrangiatore di artisti come Fiorella Mannoia, Max Gazzè e Carmen Consoli) e masterizzato nello studio Energy Master di Milano. Ad accompagnare il brano un videoclip, in uscita l’8 febbraio 2021 su Youtube, scritto e montato dallo stesso Artista insieme al videomaker Dan Persoglio, attraverso il quale si è voluto giocare sull’evocazione e l’ironia. Ecco l’intervista gentilmente rilasciata dall’artista…
E’ da poco uscito il tuo brano, “Il capitale della mia poesia”. E’ stato complicato metterlo insieme?
È stato un lavoro intenso, ma la difficoltà e gli accostamenti tra cose differenti, sono indispensabili perché si possa giungere ad un risultato.
Il tuo progetto musicale, è nato con il supporto di un crowdfunding ed è stato realizzato in collaborazione con il Maestro Clemente Ferrari. Come ha influito questa importante collaborazione?
Positivamente. Dopo aver ascoltato alcuni miei brani e il progetto del crowdfunding, il Maestro Ferrari ha voluto offrire -con mio grande entusiasmo- la sua disponibilità a collaborare, e il suo intervento in musica ha arricchito il brano in modo determinante, mettendo ancor più in rilievo il messaggio e i messaggi che questa canzone, grazie a ciascun lettore, porta con sé.

Quanto influiscono i propri gusti musicali e gli artisti che piacciono da sempre, quando si lavora a delle nuove canzoni?
Moltissimo e anche pochissimo. Se non si struttura ciascuna cosa attraverso una ricerca, ciò che si scrive diventa la celebrazione di qualcun altro. Occorre pertanto integrità, lettura, ascolto.
Conoscere quello che succede intorno a noi, pensi ci permetta di conoscerci meglio?
No. Basta constatare, ad esempio, quanto sta accadendo e quanto accade in politica da sempre, oppure alla proliferazione di tutti quei corsi di meditazione, di autoanalisi ecc.. Non serve conoscere. Ciò che è essenziale è intendere. Allora, forse, si può introdurre qualche novità.
Da anni, il mercato discografico vive delle profonde trasformazioni. Pensi siamo ormai ad un punto di svolta?
È un augurio. Il mercato discografico, se si limita a non scommettere, a non valorizzare chi fa ricerca e, piuttosto, si ostina a sostenere chi gli presenta un “prodotto finito” e cosiddetto “di successo” , non farà alcuna svolta ma si adagerà sulla prosecuzione di scritture conformiste, che non apportano nulla al pianeta e che, pertanto, scompariranno.
La tua passione per la musica è nata fin da bambino magari esibendoti per parenti ed amici, o è stata una passione nata successivamente?
Ho cominciato con la poesia, e la poesia è diventata, pian piano, anche musica.
In Italia, fare arte è considerato da alcuni come un mestiere di serie B… credi qualcosa stia cambiando?
Anche questo per me è un augurio. È una questione culturale che si è venuta a consolidare con il tempo, grazie alle politiche barbare che hanno contribuito, come sempre, a sostenere tutt’altro che gli artisti, tutt’altro che gli artigiani, tutt’altro che gli “imprenditori”.
La scuola non può continuare ad essere un dispositivo chiuso, che ti prepara come un soldatino, a dei ruoli precisi, al di fuori dei quali, se operi come artista, devi avere anche il “mestiere di serie A”, altrimenti..

Una cosa appare certa: vivere di musica è sempre più difficile. Spesso si fa musica per diletto e come seconda attività…
Questo perché non c’è un intervento politico, ancora oggi, che sappia dare valore all’arte e alla cultura, tuttora in mano al potere illusivo di quella che è la macchina dei talent televisivi e di molti concorsi musicali.
Per fortuna la rete, offre un’altra chance..
Quali credi debbano essere le qualità di un buon autore di canzoni?
Leggere, indirizzarsi a una ricerca. Non essere scalfiti dal sistema mediatico.
Come ti trovi a convivere con la tecnologia, specie se applicata alla musica?
Se si tratta di apparecchiature di lavoro, bene. Se si intendono invece gli strumenti social, sempre bene, ma anche questi strumenti devono essere utilizzati con intelligenza.
Cosa ti piace e cosa no del mondo musicale del 2000?
Ho molta stima, per esempio, di Conte, Caparezza, Gazzè.
Della “nuova generazione” invece, intravvedo molto protagonismo, trovo moltissime belle voci, come moltissimi bei visi. I centri estetici lavorano moltissimo. Eppure, la bellezza non basta. E “non salverà il mondo”. Senza il cervello, la bellezza fa come Narciso.
Com’è il tuo pubblico tipo e qual è il rapporto che hai con chi ti segue?
Un pubblico davvero vario, comprendente anche i bambini, che per me sono la soddisfazione più grande.
Non parliamo di “follower”, perché non è ciò che cerco. Non cerco la fama.
Con ciascuna persona che segue accanto a me questo mio viaggio, si costituisce una vera amicizia, fatta di conversazioni e incontri, ed è qualcosa di meraviglioso.
Per chiudere: “Una musica può fare”?
Direi assolutamente di sì.
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